E’ arrivato il momento di tuffarci nuovamente nei ricordi delle telenovelas brasiliane targate anni ’80.
Se “Isaura” è un titolo noto anche a chi non ha visto lo sceneggiato, “Ciranda de pedra” è sconosciuto ai più, eppure, i due prodotti hanno molte cose in comune, una di queste è Lucilla Santos che in “Ciranda” veste i panni di Virginia, giovane ragazza costretta a barcamenarsi tra due stili di vita apparentemente opposti, quello sereno e amorevolmente famigliare della madre e del nuovo compagno nella tranquilla periferia di San Paolo e quello rigido e protocollare dell’alta società brasiliana rappresentata dall’autorevole e potente padre.
Mi faccio serio due secondi per ammettere (con una punta di imbarazzo) che parlare di “Ciranda de pedra”, ancor oggi, mi smuove tutta una serie di ricordi visivi ed emozionali, anche se, ammetto d'avere qualche difficoltà a ricordare il finale della storia.
“Ciranda de pedra” è l’incubo che segnò la mia pre adolescenza, la “girandola” di nanetti deformi, pietrificati ed incatenati con grandi anelli arrugginiti è forse il primo tentativo di “psico-thriller” in una telenovela per tranquille casalinghe.
La fontana di pietra è il perno su cui regge tutta la serie, un colpo di genio, una simbologia affascinante, il riassunto di tutto quel che viene rappresentato nel romanzo.
Nelle inquadrature panoramiche, la fontana ci appare splendida, un gioiello architettonico incastonato all’interno del fiabesco giardino di una villa altrettanto meravigliosa.
Con il dipanarsi della storia, il sapiente regista comincia a stringere l’inquadratura sui dettagli, accentua la drammaticità con una musica dalle cupe sonorità ed inizia un valzer di immagini strazianti con riprese dai contenuti violenti (credo che oggi, il Moige non permetterebbe la visione di “Ciranda” in fascia protetta).
Nanetti dalle forme abbozzate, visi deturpati, manine prive di alcune dita e ai polsi delle fascette in metallo da cui partono le catene (rappresentazione di una vita di costrizioni).
La fontana come simbologia della famiglia Prado, elegante e sfarzosa dall’esterno, livida se osservata nel dettaglio.
Gli altri due ricordi legati a questa super telenovela sono la sigla finale e la mia prima eroina da piccolo schermo: la Signora Laura Prado.
La sigla era “Smoke gets in your eyes”, non la famosa versione dei “Platters”, bensì “fumo negli occhi” coverizzata dal nostro Gianni nazionale.
Laura Prado è invece il personaggio chiave di tutta la vicenda, donna raffinata, colta e bella … amante dell’arte, delle buone letture e della natura … madre coraggiosa, donna orgogliosa e sofferente di una grave forma di malattia mentale.
Ho adorato la Signora Laura, un personaggio così ricco di sfaccettature, la dolcezza e il romanticismo fatto a persona ..
L’attrice che ha impersonato Laura è la bravissima “Eva Wilma”, viso rassicurante, occhi espressivi, ottima nel conferire alla signora Prado quel tratto di malinconica serenità, quell’aria di distacco dal mondo terreno, quello strano vagheggiare tra le nuvole.
La Signora Laura è donna virtuosa, la sua leggerezza, la sua sensibilità, l’amore verso gli altri, quegli attacchi di pazzia, quel trucco appena accennato e la tragica fine l’hanno resa l’eroina della mia infanzia (ora vi sono chiare tante cose).
Trama:
Ambientata negli anni ’40, “Ciranda de pedra” racconta la vita di Laura e del marito, l’influente uomo politico Natércio Silva Prado.
Dal matrimonio nascono tre figlie, la religiosa Bruna, la mondana Ottavia e la romantica Virginia.
Laura soffre di gravi disturbi psichici e viene internata in una casa di cura per evitare imbarazzanti situazioni alla vita pubblica del marito. Natércio esclude totalmente Laura dall'educazione delle figlie che vengono affidate alle cure dalla governante, l’inflessibile Frau Herta, segretamente innamorata di Natéercio.
A Villa Mariana (la casa di cura), Laura è assistita dal Dottor Daniel, suo storico amore giovanile.
Tra Laura e Daniel è ritorno di fiamma, quando le condizioni di salute della donna sembrano stabilizzarzi, il Dottore decide di riportare Laura in un ambiente famigliare.
La situazione precipita, Laura e Natércio si lasciano definitivamente e la donna riesce a portare con se l’ultimogenita, la bella Virginia.
Virginia impara ad amare il Dott. Daniel come un vero padre e vivrà l’eterno conflitto della “bella addormentata nel bosco” .. da un lato è felice della vita borghese con gli amici del quartiere dove è cresciuta, dall’altro sogna il principe azzurro, la residenza del padre e lo sfarzo in cui vivono le sorelle.
Natércio riuscirà (non so bene come) a strappare Virginia alla madre e farla vivere nella reggia di famiglia per educarla a diventare una giovane donna dell’alta società.
Da qui il serial ricorda Heidi a Francoforte presso la famiglia della sfortunata Clara e sorvegliata dalla acidissima signorina Rottermaier.
I continui problemi con le sorelle, l’inflessibile (e fantastica) governante Frau Herta e i complessi rapporti col padre sono il perno di tutta la telenovela.
Virginia vivrà quella casa e quell’ambiente come una prigione, sarà lei a visualizzare nella famosa fontana il riassunto delle privazioni e dei segreti esistenti nella sua famiglia.
Lentamente tutto verrà a galla, Virginia riuscirà a stabilire un rapporto con le sorelle e le farà riappacificare con la madre.
Le scene cult sono la morte della signora Laura e la rivelazione che Virginia è frutto dell’amore clandestino tra Laura e il Dott. Daniel.
“Ciranda de pedra” è liberamente ispirato all’omonimo romanzo, purtroppo non esiste una versione italiana.
Qui sotto la sigla originale ed un meraviglioso ricordo della straordinaria governante
Questa mattina leggo:
“Brescia. Tutto è pronto. La macchina organizzativa che accompagnerà la visita di Benedetto XVI a Brescia scalda i motori"
Tante teste a coordinare l'evento:
Molte le limitazioni al traffico previste nella giornata di domenica.
Il programma completo e le istruzioni per l'uso sono stati presentati ieri in prefettura dal prefetto Livia Narcisa Brassesco Pace, dal questore Vincenzo Montemagno accompagnato dal comandante della Polstrada Barbara Barra, dal comandante della polizia municipale di Brescia Roberto Novelli, dagli assessori comunali Fabio Rolfi e Mario Labolani oltre che dai rappresentanti dei comuni di Brescia e Botticino, delle altre forze dell'ordine e del comitato per la visita del Santo Padre (Giovanni Lodrini, Riccardo Bertoli e don Adriano Bianchi). Le strade VUOTE:
Il piano di chiusura delle strade è particolarmente articolato. Impossibile indicare tutte le limitazioni e le deviazioni. Basti sapere che in provincia sull'intero itinerario del Papa da Ghedi, passando per Castenedolo, Rezzato, Mazzano e Botticino fino al centro di Brescia il transito sarà interdetto già a partire dalle 7.30 e fino alle 10.30 del mattino.
Dalle 13 partirà il divieto sulle strade dal centro di Brescia fino a Concesio.
Sarà poi necessario in serata, dalle 17, per il rientro del Santo Padre, limitare ancora la viabilità in alcune zone di Ghedi e Castenedolo
Diverse le limitazioni in città, che riguardano comunque solo la zona interessata dal passaggio del pontefice. Le strade dentro il ring sulle quali transiterà il corteo saranno chiuse al traffico per i non residenti dalle 14 di sabato e per i residenti dalle 6 di domenica.
Le altre strade comunali di Brescia dalle quali passerà il Papa saranno invece chiuse dalle 7 di domenica e poi di nuovo il pomeriggio dalle 13.
Mentre ai residenti è raccomandato di astenersi dall'utilizzare i veicoli nelle fasce orarie in cui è interdetto il transito.
Attenzione anche ai divieti di sosta, che scatteranno un po' ovunque sull'area di passaggio del corteo già dalla mezzanotte del giorno prima (in centro addirittura dalle 8 di mattina)
La beffa per i fedeli:In piazza Paolo VI l'accesso sarà consentito, è bene ricordarlo, solamente a chi ha un invito.
I cittadini potranno invece confluire liberamente davanti ai quattro maxi schermi allestiti in città”
La morale:
Per il week-end è sconsigliato organizzare incontri clandestini con chi gravita attorno alla città!
Scrivere questo post è un dovere morale, un gesto di altruismo verso le nuove generazioni che non credono nella forza delle tradizioni.
L’Italia è un popolo di ignoranti, di gente senza spessore, di persone che potrebbero parlare ore ed ore di “X-factor” o delle scomode amicizie di Marrazzo e nulla ricordano delle telenovelas sud americane tanto in voga negli anni ’80…. Incredibile!
In quel decennio ogni ragazzino con sane abitudini, dopo la scuola, dopo il pranzo e prima di mettersi a giocare con la propria Barbie si accomodava sul divano di casa come una Paolina qualunque a gustarsi la quotidiana mezz’ora di amori impossibili, di tradimenti e di segreti.
Quante volte avrei voluto salvare Sonia Braga da una situazione difficile, quante volte ho stretto il bracciolo della poltrona durante la punizione corporale di uno schiavo ribelle, quante volte ho accavallato le gambe affascinato dal magnetismo della cattiva di turno, quanti incubi pensando ai nanetti deformi incatenati attorno alla fontana in “ciranda de pedra” … … insomma .. capite bene che come cittadino e come piccolo finocchio vintage ho il dovere di aprire le vostre menti, arricchire il vostro bagaglio culturale … ok ok !!! .. la verità è che sono stanco di essere l’unico finocchio che guardava telenovelas con la madre … ecco!
In questo nostro viaggio a puntate alla riscoperta di una tv portatrice di sani valori, vi parlerò di tre capolavori della serialità sud americana, tralascerò i successoni commerciali di “Anche i ricchi piangono” – “Topazio” e “Cristal” per soffermarmi sui tre sceneggiati che formarono il mio pensiero.
Al terzo gradino del podio si accomoda “La escrava Isaura” 1976 prod. Brasile. Periodo storico: Ottocento Location: piantagioni di caffè – Rio De Janeiro Valori trasmessi/riflessioni post visione: il bene trionfa sempre – le condizioni di vita degli schiavi nella campagna brasiliana – la schiavitù l’è una bruta bestia – ma la schiava Isaura se la vogliono fare tutti?
Raccontare la trama è complicatissimo, si tratta di perfetto mix tra una ”Tosca” e “Cime tempestose”. La trama:
La bella Isaura è una dei tanti schiavi della fazenda del tiranno/commendator Almeida.
Grazie alle amorevoli cure di Donna Ester (moglie di Almeida), la nostra eroina cresce con una buona istruzione ed un’ottima conoscenza del bon ton.
In punto di morte, Donna Ester comunica a Isaura l’intenzione di farne una donna libera (e farlo qualche mese prima no?), purtroppo i Documenti della Libertà (fa un po’ P.D.L.) verranno insabbiati dal malvagio Leoncio (figlio di Donna Ester) che, tornato alla fazenda per prendere il posto del padre, vuole trattenere con se la dolce Isaura per approfittare del suo virginale corpo.
Non mi chiedemi come, ma Isaura trova il tempo di innamorarsi del buon Tobias (il figlio dei vicini latifondisti), quando Leoncio viene a conoscenza della tresca perde il controllo “ma come!! .. a me che sono il tuo padrone non la dai e a quello si!!!! … maledettaaa!!!”.
In un momento di pazzia, Leoncio incendia il capanno dove Tobias confabula con la dolce e remissiva Malvina (moglie di Leoncio, un matrimonio senza amore).
Da qui un vortice di sentimenti, azione, dolore, rimorso, rabbia e voglia di rivincita.
Con la complicità di altri schiavi, Isaura fugge dalla fazenda, cambia nome e si finge una donna libera, la sua missione è quella di fuggire dal paese e rivedere il padre (come abbia fatto a diventar schiava è un mistero in quanto il padre è uomo libero).
Nel frattempo Leoncio si risposa (secondo matrimonio di interessi) e continua le ricerche della bella schiava, contatta “chi l’ha visto” e telefona in diretta a “Ballarò” per sapere se qualcuno ha visto quella sporca comunista (no … è un’altra storia).
Mentre studia un piano per fuggire in un altro Stato, Isaura trova nuovamente l’amore nel giovane e ricco abolizionista Alvaro (tutti ricchi se li trova questa).
Durante una serata di ballo degna del “Gattopardo” di Visconti, la dolce Elvira (il falso nome di Isaura) viene smascherata (un po’ come successe a Kandy Kandy, quando, per provare la sua sessualità le denudarono il seno...era Kandy Kandy vero?).
Ma quante emozioni direte voi .. e non è finita!
Isaura viene ricondotta alla fazenda e mandata in sposa ad un vecchio bavoso.
La trama si infittisce sempre più, la boriosa Loredana .. ehm .. scusate, il malefico Leoncio prepara altri trucchi ed altri inganni, nel frattempo l’amato Alvaro cerca scappatelle nella legge per riprendersi la sua futura sposa e dopo tante, tante puntate, finalmente, con l’aiuto della polizia e di testimoni, il buon Alvaro riesce ad incriminare Leoncio per la morte della prima moglie e del fratello Tobias (primo flirt di Isaura).
Tutto è bbene quel che finisce bene, Leoncio muore suicida nell’ultimo episodio e i due piccioncini .. beh! .. vivranno felici e contenti
Ma la parte divertente è scoprire che nel 2004 ne è stato realizzato un remake :)
Cerco di scrivere un post mentre lascio riposare il ginocchio dopo l’allenamento, in questi giorni ho intensificato gli esercizi alla gamba, ora ho la completa (seppur rallentata) mobilità dell’arto e per questo posso ringraziare l’infermiera che mi ha tolto i punti e quel medico che mi ha dedicato tre minuti del suo preziosissimo tempo.
Il ginocchio sinistro è due volte più grande dell’altro (ma pare sia “normale”) e la parte esterna sembra essere scoppiata ed aver utilizzato l’agevolazione governativa per aumentare la sua superficie del 20% come succede per le abitazioni private, se prima avevo una cisti di dimensioni controllate, ora c’è una penisola che ricorda la forma della Baja California.
Il medico, per nulla interessante ma gentile, ha posto fine a tutte le mie domande con una frase che immagino utilizzi con tutti gli scocciatori: “ci vuole tempo e con l’allenamento corretto, tra due mesi sarà tutto a posto … si ricordi, per eventuali visite di controllo serve l’impegnativa del medico … buona fortuna”.
Ma come, se va tutto bene perché dovrei fissare altri appuntamenti? .. mi nasconde qualcosa? .. se ne va già?.. aspetti! Parliamone ancora! Dottoreeeee! Non mi lasci da soloooo! …
Uscendo dall’ospedale una sensazione di allegria e di libertà si è impossessata della mia mente.
A volte basta poco per ritrovare il buon umore
Nel frattempo, mi preparo all'inizio del corso di chitarra ascoltando "Sultans of Swing"
Da qualche giorno ho un nuovo sogno erotico, tecnicamente sarebbero due elementi ben distinti, ma la somiglianza è tale da permettermi di visualizzarli assieme.
Non so quanto siano dotati di estensione vocale e non mi interessa il loro genere musicale.
Ogni mattina sogno di svegliarmi con questi due cuccioloni a fianco ... non sono teneri con quelle testoline ricciolute e gli occhioni grandi grandi? .. pensate che ad uno dei due, la produzione ha chiesto di tagliare i capelli, inizialmente ho gridato allo scandalo, al sacrilegio ... poi ho cambiato idea ed ora li trovo ancor più sexy ;P
"Patty Pravo in realtà non esiste, è un'astrazione, un'essenza, un malizioso e angelico fiore di origine aliena spuntato nel giardino incolto della melodia italiana" (Gino Castaldi)
"Come certi medium vanno in trance e cominciano a parlare in lingue sconosciute, così Patty Pravo si cala nel personaggio che decide di essere: e il suo travestimento parte dal corpo per arrivare all'anima passando per la voce" (M.L.Fegiz)
"Come molti grandissimi, Patty Pravo non è definibile se non per via di ossimori: eterea/carnale, arcana/esplicita, innocente/maliarda ...
Per questo da decenni ci intriga: come un quiz insolubile" (Cesare romana)
"Patty Pravo è l'ultimo culto fondamentalista della canzone italiana, l'unica interprete capace di trasformare perfino i propri alti e bassi in una forma di charme. Capricciosa, sofisticata, imprevedibile. Sempre uguale a se stessa.
Per fortuna sua e nostra" (A. Spinelli)
"Patty Pravo non sembra mai sfiorata dal tempo (ehm) e dalle mode.
E' l'ultima vera divina in una musica che ha perso il gusto degli eroi e delle eroine" (Marinella Venegoni)
Riemergo dopo una settimana e mezza di silenzio.
Durante i primi giorni di malattia pensavo che avrei prodotto innumerevoli ed inutili post, successivamente mi sono accorto di non avere nulla da raccontare ed un caos di pensieri nella testa.
L’altro ieri ho cercato di riordinare le idee, mi son messo davanti al pc con l’intenzione di descrivere lo stato d’animo di questi giorni, dopo una mezz’ora di frasi deliranti ho lasciato perdere .. quand’è così è meglio lasciar stare, in quei momenti dare un senso a certe immagini è stupido ed inutile come sistemare le sedie sul Titanic.
Durante l’assenza dagli schermi splinderiani ho dato libero sfogo a tutte quelle attività che ogni essere umano vorrebbe realizzare e che per mancanza di tempo cerca di distillare nelle poche ore libere della sua giornata.
Ho sorriso e ricordato l’Irlanda con “svegliati Ned”, mi son lasciato affascinare delle atmosfere oniriche di “Breakfast on Pluto”, commosso con “The reader”, il “Gran Torino” e “il dubbio”, mi son ricordato di un post su “Ernesto”e quindi me lo son guardato, sognato mondi fantastici con “Inkheart” e tanti altri film.
Al pomeriggio qualche ora di esercizi alla chitarra col barré, qualche amico che ogni tanto passa a chiacchierare, una lunga intervista/biografia ad Almodovar e quelle letture che non si ha mai il tempo di portare avanti.
Troppo tempo libero non fa per me, il lavoro mi distrae e mi toglie il tempo per pensare a quelle cose che non vanno e a quell’insoddisfazione che mi trascino anche nei momenti belli.
Prendersi due ore per la visione di un film, ritagliarsi mezz’ora per leggere o incastrare un appuntamento in mezzo alla settimana restituisce a queste attività un valore aggiunto che te le fa apprezzare ancor di più.
Ok…lo ammetto.
Tutta questa negatività nasce da una piccola delusione avuta in questi giorni, in realtà è l’ultima di una lunga serie e non dovrebbe turbarmi troppo, ma ogni volta è un caso a se e insomma, fa sempre un po’ riflettere.
Ho preso in esame un tizio per il ruolo di “compagno ideale” … l’operazione, la convalescenza e problemi di lavoro han fatto slittare l’incontro e per diverse settimane ci siamo intrattenuti attraverso le solite vie (chat – cellulare – messaggi ecc.).
La sua piacevolezza e l’ottimismo introdotto con i buoni propositi per l’autunno han lasciato che il mio cervello fantasticasse su di noi senza il minimo ritegno … ho sognato prati fioriti dove correre mano nella mano, dove rotolarsi nudi ed avvinghiati stretti stretti fino a formare un corpo unico, far l’amore sulla spiaggia al calar del sole, lunghe e gioiose passeggiate nelle fredde giornate d’autunno e cose così …
Due giorni fa ci siamo conosciuti di persona e nel giro di mezz’ora abbiam capito di essere troppo diversi, di vivere in mondi che non si incontreranno mai e come spesso accade, il castello romantico si è sgretolato nel giro di due ore … tutta la nostra intesa delle settimane precedenti è sembrata robusta ed efficace quanto la relazione tra il Berlusca e la D’Addario dopo aver versato il compenso per la prestazione.
Qualche amico comincia a dubitare del sottoscritto e delle sue buone intenzioni, mi si rimprovera il fatto che per un motivo o per l’altro, tutti i candidati con cui esco sembrano non essere compatibili.
Forse sbaglio, ma quando penso a qualcuno con cui condividere un percorso, penso ad una persona che rimarrà al mio fianco per tutta la vita .. ehm .. per un bel po’ di tempo, qualcuno che si perda nei miei occhi, che senta il bisogno di sentirmi, di realizzare progetti con me e assieme a me.
Se devo cambiare ritmi per un partner che dura solo due mesi … beh .. allora mi tengo più partner che stanno con me nell’arco di due mesi ;)
Non sono sparito, anzi, da oggi avrò parecchio tempo da dedicare al blog.
In settimana ho subito un piccolo intervento e questa mattina son stato dal medico di "famiglia" per chiedere qualche giorno di malattia.
Entro nello studio, mi saluta e comincia a consultare i documenti rilasciati dall'ospedale (una semplice meniscopatia) e il calendario:
Doc. "facciamo le cose perbene, con i giorni di mutua arriviamo fino al 25 di ottobre"
Io: "no no no ... speravo in due settimane, non posso stare a casa così tanto tempo"
Doc. "la riabilitazione va fatta nel modo corretto, non bisogna avere fretta ... facciamo così, stai a casa fino al 10 e poi vediamo, ok? .... dammi retta, ogni tanto dobbiamo volerci bene e prenderci il tempo necessario per star bene"
gio scrive:
morale, non mi hai ancora detto che farai stasera frank scrive:
nulla .. che vuoi che faccia frank scrive:
volevo scrivere un post
ma non ho nulla da raccontare gio scrive:
strano! mi aspettavo che scrivessi qualcosa su Viterbo
ho controllato più volte, ma ho visto che... frank scrive:
mmm .. non so
non vorrei essere troppo prevedibile gio scrive:
scemo frank scrive:
oh
cosa mi hai messo sulla chiavetta? gio scrive:
immaginavo che non avresti neanche guardato! frank scrive:
ora guardo...sai, la sera torno a casa, il tempo di rattristarmi ed è ora di andare a letto gio scrive:
capisco frank scrive:
penso che posterò un video live di giorgia .. tanto per prendere tempo gio scrive:
bravo frank scrive:
sai che sul lavoro non posso + accedere gio scrive:
al blog? frank scrive:
alla piattaforma splinder ....
c'è mary black gio scrive:
oh povero!
mary black ascoltala in primavera però, se proprio vuoi frank scrive:
eheh
ho trovato una bellissima esibizione live di via col vento